De…Gusto, nuova rubrica di viaggio nel mondo enogastronomico aretino, vi porta a conoscere uno dei piatti tipici della cucina toscana, i pici, rivisitato dalla fantasia dello chef del Nice People.
DESCRIZIONE RISTORANTE
Il ristorante Nice People nasce nel 1988, con soci fondatori Di Ciocco Giuliano, Caparco Michele e Pomeranzi Roberto, come locale di puro intrattenimento “American Bar” con musica dal vivo. Nel 1992 entra in società lo chef Varignani Marcello ed il Nice People diventa un affermato ristorante, pur continuando la vocazione di locale di intrattenimento, come dimostra l’installazione di telefoni ai tavoli per permettere alla clientela di conoscersi ed interagire tra di loro, trascorrendo così una serata fuori dall’ordinario. Nel 1996 avviene un nuova piccola rivoluzione ed il Nice People si trasforma in pizzeria in virtù anche dell’acquisto di un altro locale. Nel 2002 avviene l’ennesimo cambio societario ed i soci rimangono Di Ciocco Giuliano e Caparco Michele. Attualmente il Nice People offre serate a tema, piano bar, concerti di musica jazz, oltre a deliziare i suoi clienti con pizze e piatti tradizionali, con la possibilità nel periodo estivo di cenare nell’incantevole cornice della più bella piazza di Lucignano.
Pici al sugo di nana e tartufo bianco
RICETTA E INGREDIENTI
Ingredienti per 4 persone:
40 gr di Tartufo bianco
300 gr. di Pici fatti a mano
1 carota, 1 gambo di sedano, 1 cipolla, 1 pizzico di prezzemolo
1 petto d'anatra( il peso 4 etti circa)
2 etti di macinato
5/6 cucchiai di concentrato di pomodoro
1 bicchiere di vino rosso corposo
olio extravergine, sale e pepe
Preparazione
Fare un trito con carota, cipolla e sedano e mettere a soffriggere con 2 cucchiai d'olio. Nel frattempo togliere la pelle dal petto d'anatra, ridurlo a listarelle e poi a piccoli dadini. Aggiungere quindi al soffritto insieme al macinato e far dorare mescolando. Sfumare con il vino rosso ( Chianti ). Sciogliere il concentrato di pomodoro in un bicchiere di acqua calda e quando il vino si è completamente assorbito aggiungerlo alla carne. Salare e pepare e lasciare cuocere per 2 ore.
Per evitare che durante la cottura si attacchi, mescolare continuamente. Far cuocere i Pici in abbondante acqua salata (aggiungete anche un paio di cucchiai di olio nell'acqua così la pasta non si attacca), scolare e versare il tutto nel tegame del sugo aggiungere abbondante tartufo bianco e far saltare in padella per insaporire bene.
ABBINAMENTO VINO
In abbinamento a questo gustosissimo piatto viene proposto un Camargi I.G.T., dell’azienda Agricola Fabbriche di Lucignano. Di colore rosso rubino, all’esame olfattivo presenta un odore intenso e piacevole, con sentore di frutti di bosco e legni pregiati. Infine in bocca un buon sapore alcolico, armonico con sentore di legni pregiati.
Caratteristiche
- Zona di produzione: Lucignano (Arezzo)
- Terreno: Medio impasto calcareo con sasso.
- Vitigno: Sangiovese 85%, Merlot 10%, Colorino 5%
- Gradazione alcolica: 13,5% vol.
CONTATTI
Nice People
Via Giacomo Matteotti, 15/17
Lucignano Arezzo
0575836775
mercoledì 10 novembre 2010
DE..GUSTO CHIANTI COLLI ARETINI AZIENDA MANNUCCI DROANDI
De…Gusto, nuova rubrica di viaggio nel mondo enogastronomico aretino, vi accompagna in Valdarno in una delle più antiche cantine del territorio. dove ancora il rispetto della tradizione è il principio portante del lavoro della famiglia Mannucci Droandi, viticoltori da generazioni e veri propri artigiani del vino.
Descrizione Azienda
L’Azienda Agricola Mannucci Droandi trae origine dalle tradizioni agricole e vinicole di un po’ tutti i rami della famiglia. I Mannucci furono proprietari terrieri in Valdarno almeno dai primi del XIX° Secolo; i Droandi si ha certezza che dal XVIII° furono coltivatori in Carmignano e poi fattori, come il non dimenticato Lorenzo Droandi (esponente di quella élite di agricoltori moderni e preparati che si ispirava agli insegnamenti di Cosimo Ridolfi e di Bettino Ricasoli) che nella seconda metà del XIX° Secolo fu “ministro” (amministratore) della Fattoria del Borro in Valdarno, alla quale conferì la sistemazione giunta fin quasi ai nostri giorni. Attualmente è un’azienda a conduzione familiare, il proprietario Roberto Giulio Droandi è coadiuvato dalla moglie Maria Grazia Mammuccini (a sua volta figlia di agricoltori) e dai nipoti Andrea e Matteo Mammuccini. Il progetto dell’azienda ha come obbiettivo la qualità (del prodotto e del territorio) e per questo il lavoro si svolge, con l’aiuto di collaboratori qualificati, cercando di unire quanto di meglio possono offrire la tradizione da un lato e l’innovazione dall’altro, nell’intento di continuare nel migliore dei modi quanto le generazioni precedenti hanno saputo costruire. Integralmente condotta dal 2000 con il metodo dell’Agricoltura Biologica, è certificata Biologica dal 2003 ed è costituita da due corpi principali. Il primo, il podere Campolucci (toponimo di origine latina: “campo del bosco sacro”), è costituito da una grande casa colonica (già presente nei Catasti Granducali, è tuttora il centro aziendale ed ospita la cantina), da campi coltivati e da boschi ed è proprietà della famiglia Mannucci Droandi dal 1929, quando venne acquistato dai nonni materni Ezio Mannucci e Isabella Carafa. Il secondo corpo è il podere Ceppeto, costituito da vigneti e da oliveti piantati attorno ad una grande casa colonica di pietra squadrata (edificata nel XVIII° secolo sui resti di un antico romitorio) e circondato da folti boschi di querce e di castagni. Situato sul lato Ovest dei Monti del Chianti (comprensorio del Chianti Classico) e più precisamente sulla pendice Sud (350 m.s.l.m.) della collina dominata dal castello di Starda (Comune di Gaiole in Chianti, Provincia di Siena).
Il vino
Da tre generazioni coltiviamo i nostri vigneti di Caposelvi e ne vinifichiamo le uve, ma soltanto dalla vendemmia 1998 abbiamo deciso di affrontare il mercato in prima persona: mettendo a frutto l’esperienza, abbiamo iniziato ad imbottigliare il vino. Abbiamo puntato tutto sulla qualità, cambiando talvolta la nostra stessa mentalità e quella dei nostri collaboratori: abbiamo selezionato i vigneti ed effettuato potature molto corte, abbiamo diradato i grappoli e scelto le uve, prima nel campo e poi in cantina, dove tanti anni di pratica ci hanno consentito di governare al meglio le fermentazioni. L’affinamento in barriques (con l’esclusione di legno nuovo per salvaguardarne la personalità) e poi in vetro, completano il lavoro. Cerchiamo un vino morbido e fruttato, espressione del territorio: le colline del Chianti, la Toscana. Il Chianti Colli Aretini d.oc.g, profumato e di buona struttura, è probabilmente un vino fin troppo impegnativo per quello che generalmente ci si può attendere da questa tipologia, essendo maturato per parecchi mesi in legno e poi in vetro. Proprio per questo potremmo dire… fortunato chi l’acquista perché riteniamo che si troverà nel bicchiere un vino superiore alle aspettative.
Sig. Roberto Giulio Droandi
Caratteristiche
• Zona di produzione: Podere Campolucci, è situato sulle pendici orientali dei Monti del Chianti (comprensorio del Chianti, sottozona dei Colli Aretini) ad un’altitudine di 250m.s.l.m., sulla sommità di una collina esposta a Sud che guarda l’antico borgo fortificato di Caposelvi, nei pressi di Mercatale Valdarno (Montevarchi, Arezzo).
• Terreno: quindici ettari di terreno alluvionale, sabbioso limoso di medio impasto, ottimamente esposti, ad una altitudine media di 250 m.s.l.m., assicurano le migliori condizioni produttive che, unite a scelte agronomiche adeguate (conduzione del terreno parte con lavorazioni minime e parte con inerbimento permanente, allevamento a cordone speronato corto, gestione della chioma in estate, diradamento dei grappoli, sfogliatura e vendemmia in vari passaggi), garantiscono uve di qualità elevatissima.
• Vitigno: Sangiovese 90%, Canaiolo 5%, vitigni tradizionali a bacca rossa 5%.
• Vinificazione: Le uve scelte sono state diraspate e pigiate delicatamente e poi vinificate in tini di media capacità (50/100 ettolitri), con macerazione prolungata (20 giorni) e gestita tramite rimontaggi intervallati a délestages; dopo la svinatura e la pressatura soffice delle vinacce, la tempestiva effettuazione della fermentazione malolattica ha costituito la necessaria premessa per la successiva maturazione (10 mesi) in barriques di rovere francese (usate, oltre il 3° passaggio); infine, 3 mesi di vetro hanno completato l’affinamento.
• Gradazione alcolica: 14
Abbinamenti
Il migliore abbinamento è la bistecca alla fiorentina, mentre è necessario attendere una maggiore evoluzione del vino stesso prima di poterlo gustare con piatti più complessi come secondi in umido (per tradizione locale, carni bianche quali pollo o coniglio).
Parere del Sommelier (Matteo Mammuccini)
All'occhio si presenta rosso rubino, al naso si percepiscono profumi intensi ben riconoscibili di ciliege mature e di viole appassite, con sentori speziati di cannella e finale minerale (pietra focaia). Infine in bocca buone l'intensità e la persistenza, presenti l'acidità e la sapidità accompagnate da un tannino altrettanto ben presente e da una buona spalla alcolica, con una nota amaricante in chiusura.
Prezzo indicativo
7/9 euro a bottiglia (0,75 lt); 13/16 euro per la magnum (1,5 lt);
CONTATTI
Azienda Agricola Mannucci Droandi
Fraz. Caposelvi, 61
52020 Mercatale V.no (Arezzo)
Tel 0559707276
Fax 0559708735
E-mail info@mannuccidroandi.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Descrizione Azienda
L’Azienda Agricola Mannucci Droandi trae origine dalle tradizioni agricole e vinicole di un po’ tutti i rami della famiglia. I Mannucci furono proprietari terrieri in Valdarno almeno dai primi del XIX° Secolo; i Droandi si ha certezza che dal XVIII° furono coltivatori in Carmignano e poi fattori, come il non dimenticato Lorenzo Droandi (esponente di quella élite di agricoltori moderni e preparati che si ispirava agli insegnamenti di Cosimo Ridolfi e di Bettino Ricasoli) che nella seconda metà del XIX° Secolo fu “ministro” (amministratore) della Fattoria del Borro in Valdarno, alla quale conferì la sistemazione giunta fin quasi ai nostri giorni. Attualmente è un’azienda a conduzione familiare, il proprietario Roberto Giulio Droandi è coadiuvato dalla moglie Maria Grazia Mammuccini (a sua volta figlia di agricoltori) e dai nipoti Andrea e Matteo Mammuccini. Il progetto dell’azienda ha come obbiettivo la qualità (del prodotto e del territorio) e per questo il lavoro si svolge, con l’aiuto di collaboratori qualificati, cercando di unire quanto di meglio possono offrire la tradizione da un lato e l’innovazione dall’altro, nell’intento di continuare nel migliore dei modi quanto le generazioni precedenti hanno saputo costruire. Integralmente condotta dal 2000 con il metodo dell’Agricoltura Biologica, è certificata Biologica dal 2003 ed è costituita da due corpi principali. Il primo, il podere Campolucci (toponimo di origine latina: “campo del bosco sacro”), è costituito da una grande casa colonica (già presente nei Catasti Granducali, è tuttora il centro aziendale ed ospita la cantina), da campi coltivati e da boschi ed è proprietà della famiglia Mannucci Droandi dal 1929, quando venne acquistato dai nonni materni Ezio Mannucci e Isabella Carafa. Il secondo corpo è il podere Ceppeto, costituito da vigneti e da oliveti piantati attorno ad una grande casa colonica di pietra squadrata (edificata nel XVIII° secolo sui resti di un antico romitorio) e circondato da folti boschi di querce e di castagni. Situato sul lato Ovest dei Monti del Chianti (comprensorio del Chianti Classico) e più precisamente sulla pendice Sud (350 m.s.l.m.) della collina dominata dal castello di Starda (Comune di Gaiole in Chianti, Provincia di Siena).
Il vino
Da tre generazioni coltiviamo i nostri vigneti di Caposelvi e ne vinifichiamo le uve, ma soltanto dalla vendemmia 1998 abbiamo deciso di affrontare il mercato in prima persona: mettendo a frutto l’esperienza, abbiamo iniziato ad imbottigliare il vino. Abbiamo puntato tutto sulla qualità, cambiando talvolta la nostra stessa mentalità e quella dei nostri collaboratori: abbiamo selezionato i vigneti ed effettuato potature molto corte, abbiamo diradato i grappoli e scelto le uve, prima nel campo e poi in cantina, dove tanti anni di pratica ci hanno consentito di governare al meglio le fermentazioni. L’affinamento in barriques (con l’esclusione di legno nuovo per salvaguardarne la personalità) e poi in vetro, completano il lavoro. Cerchiamo un vino morbido e fruttato, espressione del territorio: le colline del Chianti, la Toscana. Il Chianti Colli Aretini d.oc.g, profumato e di buona struttura, è probabilmente un vino fin troppo impegnativo per quello che generalmente ci si può attendere da questa tipologia, essendo maturato per parecchi mesi in legno e poi in vetro. Proprio per questo potremmo dire… fortunato chi l’acquista perché riteniamo che si troverà nel bicchiere un vino superiore alle aspettative.
Sig. Roberto Giulio Droandi
Caratteristiche
• Zona di produzione: Podere Campolucci, è situato sulle pendici orientali dei Monti del Chianti (comprensorio del Chianti, sottozona dei Colli Aretini) ad un’altitudine di 250m.s.l.m., sulla sommità di una collina esposta a Sud che guarda l’antico borgo fortificato di Caposelvi, nei pressi di Mercatale Valdarno (Montevarchi, Arezzo).
• Terreno: quindici ettari di terreno alluvionale, sabbioso limoso di medio impasto, ottimamente esposti, ad una altitudine media di 250 m.s.l.m., assicurano le migliori condizioni produttive che, unite a scelte agronomiche adeguate (conduzione del terreno parte con lavorazioni minime e parte con inerbimento permanente, allevamento a cordone speronato corto, gestione della chioma in estate, diradamento dei grappoli, sfogliatura e vendemmia in vari passaggi), garantiscono uve di qualità elevatissima.
• Vitigno: Sangiovese 90%, Canaiolo 5%, vitigni tradizionali a bacca rossa 5%.
• Vinificazione: Le uve scelte sono state diraspate e pigiate delicatamente e poi vinificate in tini di media capacità (50/100 ettolitri), con macerazione prolungata (20 giorni) e gestita tramite rimontaggi intervallati a délestages; dopo la svinatura e la pressatura soffice delle vinacce, la tempestiva effettuazione della fermentazione malolattica ha costituito la necessaria premessa per la successiva maturazione (10 mesi) in barriques di rovere francese (usate, oltre il 3° passaggio); infine, 3 mesi di vetro hanno completato l’affinamento.
• Gradazione alcolica: 14
Abbinamenti
Il migliore abbinamento è la bistecca alla fiorentina, mentre è necessario attendere una maggiore evoluzione del vino stesso prima di poterlo gustare con piatti più complessi come secondi in umido (per tradizione locale, carni bianche quali pollo o coniglio).
Parere del Sommelier (Matteo Mammuccini)
All'occhio si presenta rosso rubino, al naso si percepiscono profumi intensi ben riconoscibili di ciliege mature e di viole appassite, con sentori speziati di cannella e finale minerale (pietra focaia). Infine in bocca buone l'intensità e la persistenza, presenti l'acidità e la sapidità accompagnate da un tannino altrettanto ben presente e da una buona spalla alcolica, con una nota amaricante in chiusura.
Prezzo indicativo
7/9 euro a bottiglia (0,75 lt); 13/16 euro per la magnum (1,5 lt);
CONTATTI
Azienda Agricola Mannucci Droandi
Fraz. Caposelvi, 61
52020 Mercatale V.no (Arezzo)
Tel 0559707276
Fax 0559708735
E-mail info@mannuccidroandi.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Iscriviti a:
Post (Atom)

